E le mie mani Poesia d’amore 25 4 04 h 9.40 Pubblic. 10.15 E le mie mani sono fumo che ti circonda, Che si sazia degli spazi interminabili, In cerca del volto amico d’abbracciare. E l’oscurità inganna. Il fuoco che ardeva sul cammino e’ spento, Gioca l’ultima fiamma prima d’andarsene. Nessuno e niente porta il tuo profumo. Se mi distendo fra i pensieri sento, Il brivido della tua voce percorrere l’aria. E nel crepuscolo acceso osservare il volo Dei gabbiani a rendermi il saluto, Come quando sfiorano la riva bianca, E si distendono fra grani di sabbia luccicante. Quando non esistevi gia’ ti ricordavo, E ti portavo dentro come ombra, e come luce, Canto e allegria del cuore aperto. E fummo vento. Vento a disperdersi e inseguirsi, Fra i canneti piegati dal peso dello zefiro, Mentre il raggio rincorreva i capelli sottili Del sole ofuscato dalla nebbia. E ti ho inventato. Sei nato in me bambino, adulto, Il tuo sorriso mi ha portato l’alba, E raccolto stelle dal davanzale nascosto. Le mie mani ti cercano, per portarti via, Per trattenerti sempre ed oltre il mai. Naviga l’onda perpetuta ed infallibile, Quando s’accascia sulla nuda riva, Ed il suo canto e’ una sequenza di addii. Ma poi ritorna, ancora un'altra volta. E le mie mani sono una ghirlanda di fiori, Che ti cingono il corpo e ti accarezzano. La corolla inebria di profumi Mentre l’amaca sorregge questo sole. A volte scorci di buio tornano, dentro la luce Per dare ancora un'altra notte, Ma e’ solo il transito di una nube scura Che ci sorride, in faccia, e se ne va. Roberta Vasselli Venezia, 25 Aprile 2004